RECUPERO CREDITI: LA SITUAZIONE ITALIANA

massimo
Senza categoria
Commenti disabilitati su RECUPERO CREDITI: LA SITUAZIONE ITALIANA

Omniatel

In Italia una delle cause principale del fallimento per un’impresa sono sicuramente i crediti insoluti e la mancanza di liquidità.

Molte aziende, pur con ricavi potenzialmente positivi, si trovano a chiudere contratti con clienti che non riescono a rimborsare il proprio debito e questo li porta ad avere una crisi di liquidità che può rallentare la crescita e limitare le possibilità di business.

Dal quadro della situazione fornita da l’UNIREC risulta che nel 2017 vi sono state 6 milioni di pratiche, per un valore di circa 32 miliardi di euro, da recuperare. Nonostante vi sia stato un timido miglioramento negli ultimi anni, il nostro Paese si colloca al 28esimo posto tra i 50 Paesi del mondo coinvolti nell’indagine internazionale dedicata al recupero dei crediti realizzata dalla società Euler Hermes. La classifica è stata stilata sulla base di tre fattori chiave: le pratiche e le abitudini di pagamento, i procedimenti giudiziari e le procedure legate alle insolvenze aziendali. Come unità di misura è stato utilizzato il sistema del Collection Complexity Index, il quale assegna ad ogni paese un punteggio che va da 0 a 100, dove 0 è il livello di difficoltà più basso nel recupero del credito e 100 quello più alto.

Dallo studio Euler Hermes, sono emerse le principali problematiche che l’Italia dovrà affrontare nel settore del recupero crediti:

L’estrema debolezza del sistema legislativo, è emerso che i tempi medi necessari per portare a termine l’iter partendo dal momento del deposito del ricorso per decreto ingiuntivo sino all’assegnazione delle somme, si attestano intorno a 340 giorni

L’eccessiva burocrazia nelle procedure amministrative e i ritardi e i costi procedurali troppo elevati: i ritardi e i costi procedurali sono elevati, mentre l’applicazione delle decisioni giudiziarie può rivelarsi una vera sfida. Pertanto, l’avvio di un’azione legale senza prima stabilire una strategia di raccolta pre-legale rappresenta un forte rischio.

A questo si aggiunge un tasso piuttosto elevato di ritardo nei pagamenti che mette l’Italia tra i peggiori paesi a livello globale. I creditori italiani infatti impiegano in media 85 giorni per saldare i loro debiti nel settore privato, e dai sei mesi a un anno nel settore pubblico.

Tale scenario ci fa comprendere l’importanza di affidarsi ad una società di recupero crediti altamente professionale, capace di affrontare ogni situazione con prontezza e con precise strategie.