Nuova Riforma Fallimentare.

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Il Governo ha approvato in data 8 novembre 2018 il decreto legislativo in attuazione della Legge delega 155/2017 con la Riforma del Fallimento.

 

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Lo stato di crisi di un’impresa viene definito in relazione allo stato di insolvenza e riguarda tutte quelle situazioni degenerative economico-finanziarie dell’impresa, potenzialmente idonee a sfociare nell’insolvenza medesima. In ottica aziendalistica, la crisi si identifica come il venir meno delle condizioni di equilibrio economico e finanziario dell’impresa, capaci di compromettere la prospettiva di continuità aziendale.

La nozione di crisi d’impresa sotto il profilo giuridico costituisce il presupposto per l’attivazione degli strumenti di composizione negoziale volti a scongiurare il fallimento.

Solo nei prime tre mesi del 2018 in Italia il 52% delle imprese non ha pagato intenzionalmente le proprie fatture, un dato in linea con la media europea (48%), ma che di sicuro non fa bene alla liquidità.

Nel nostro Paese la più ritardataria è la PA: in media vengono concessi 73 giorni per pagare ma nella maggior parte dei casi si superano i 104. Se la cava meglio invece il B2B dove la media si attesta sui 56 giorni, contro i 50 offerti, anche se ancora lontano dai risultati raggiunti dal B2C, dove le imprese riescono a pagare in anticipo rispetto alla scadenza.

Tra le imprese più ritardatarie troviamo ancora le PMI (68%, ma in miglioramento rispetto all’81% del 2017), seguite dalle realtà del settore pubblico (44%, il 26% nel 2017). Le aziende creditrici hanno comunque iniziato a essere meno flessibili sui ritardi: il 55% di queste imprese non accetta termini di pagamento più lunghi rispetto a quanto concordato (erano il 23% l’anno scorso) e se proprio costrette ad accettare il pagamento in ritardo, lo fanno con una PMI nel 64% dei casi, nel 48% dei casi con una grande multinazionale.

 

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L’8 novembre 2018 in esame preliminare, è stato approvato nel Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Il Codice, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità:

  • Consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese
  • Salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze

Come annunciato nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, le principali novità del nuovo codice sono le seguenti:

Novità per la nomina degli organi di controllo nelle S.r.l

  1. Si sostituisce il termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, ciò al fine di evitare il discredito sociale e personale che, anche storicamente, si accompagna alla parola “fallito”;
  2. Nuovi obblighi per revisori e sindaci per fare emergere tempestivamente la crisi.
  3. Modalità di segnalazione della crisi da parte di organi di controllo.
  4. Istituzione presso il Ministero della giustizia di un albo dei soggetti destinati a svolgere, su incarico del tribunale, funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità, esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione al suddetto albo;
  5. Altre novità in arrivo per sindaci e revisori con diverse decorrenze

In particolare, la riforma prevede inoltre, all’art. 4, l’istituzione, presso ciascuna Camera di Commercio, di un apposito organismo di composizione della crisi di impresa nonché di due sistemi di allerta:

Allerta Interno: il rilevamento e la segnalazione dei sintomi del malessere aziendale viene affidato agli organi di controllo interni (collegio sindacale e revisori),

Allerta Esterno: il rilevamento e la segnalazione dei sintomi del malessere aziendale è affidato ai creditori pubblici qualificati.

Inoltre per agevolare un tempestivo intervento risolutivo, la Riforma prevede anche l’introduzione di misure premiali per l’imprenditore che ricorre tempestivamente alla procedura di allerta.