Npl, A Che Punto Siamo?

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Ci si domanda se siamo in piena fase d’”industrializzazione” del trattamento dei crediti non esigibili.

Gli ultimi dati certificano l’ormai avvenuta apertura di scenari assai ampi e promettenti, alla recente NPl Meeting di Venezia, un evento internazionale sui Non Performing Loan, promossa dalla Banca Ifis erano presenti tutti i maggiori player del settore.

In quest’occasione la Banca Ifis ha fotografato e condiviso i dati relativi ai crediti deteriorati in Italia: quanti sono, quanti sono ancora in carico alle banche, quanti invece sono stati venduti, quanti sono stati recuperati e quanto tempo ci vorrà per lavorarli.

 

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Dando un’occhiata ai numeri si evince che a fine luglio il sistema finanziario italiano totalizza252 miliardi di euro in NPL. Di questi, 127 risultavano a bilancio delle banche mentre 130 sono passati nelle mani di gestori, tramite transazioni, e 5 sono invece i miliardi di euro che i detentori dei portafogli ceduti sono riusciti a riscuotere Le banche italiane sono riuscite a ridurre la quantità di NPL iscritti a bilancio di ben 76 miliardi, con un calo percentuale del 37%.

Il 52% delle sofferenze a bilancio delle banche sono secured, ovvero coperte da garanzie reali: questa, di per sé, è un’ottima notizia. Basti pensare che solo nel 2010 la percentuale di rapporti analoghi ammontava appena al 31% del totale.

In ogni caso, oltre la metà della massa complessiva di Npl, il 53% di quei 252 miliardi e cioè 191 miliardi, è stata transata negli anni da soli 6 soggetti e Banca IFIS è tra questi, insieme a DoBank, Cerved, Prelios, Tersia e Sga, a testimonianza di un mercato polarizzato ancorché eterogeneo, visto che come ricorda amministratore delegato di Banca IFIS, Bossi, “si tratta di crediti di varia provenienza, qualitativamente molto diversa rispetto a quelli della crisi spagnola del 2011, quando erano tutti legati ai mutui immobiliari”.

Tirando le somme quindi, possiamo dire: va piuttosto bene e di sicuro va meglio. Il mercato degli NPL è vivo e le sofferenze bancarie in questo ambito vanno costantemente facendosi più sopportabili, come richiesto da varie e autorevoli parti. Diventa altresì vitale, in un’ottica futura saper cogliere la sfida, messa sul tavolo da Giovanni Bossi: la specializzazione. Non è un caso, in effetti, l’enfasi per il suggerimento, proposto dall’ amministratore delegato Ifis del cambio del significato dell’acronimo NPL in “Next Performing level”, perché dice Bossi “Il problema degli Npl nei bilanci delle banche sta rapidamente, e direi sorprendentemente, rientrando. Questo significa che quello delle sofferenze sta finendo di essere un problema sistemico, come poteva apparire fino a qualche anno fa”. Inoltre ha aggiunto che “Il problema sistemico appartiene dunque al passato, oggi invece il tema sono quelle centinaia di miliardi di Npl da gestire e ci vorranno anni se non decenni a smaltirli. Serviranno competenza e specialità: un lavoro industriale ma anche artigianale, perché se i crediti deteriorati spagnoli del 2011 erano tutti legati a un’unica categoria, quella dei mutui immobiliari, in Italia il panorama è molto più eterogeneo”. Le sfide si biforcano, spostandosi quindi sulla gestione di una massa ingente di crediti, ingente sia come valore nominale che come numero di debitori, in un momento in cui il regolamento sta cambiando e vorrà ridurli al 10% lordo sul bilancio della banca e al 5% netto. La seconda parte della sfida, e cioè quella di valorizzare il portafoglio generico degli Npe (in cui rientrano gli Npl ma anche gli UTP, unlikely to pay, i cosiddetti crediti incagliati). La dimostrazione che Banca IFIS, abbia raccolto la sua stessa sfida, lo dimostra con un accordo siglato con Sga, per la gestione dei crediti problematici PMI meritevoli. Un accordo atto a mettere a disposizione delle imprese del territorio, uno strumento capace di operare a favore delle imprese. Quindi Banca Ifis supporterà il factoring delle imprese, già presenti nel portafoglio Sga, per uscire dalla condizione di problematicità per tornare in bonis. L’iniziativa ha dunque grandi potenziali, anche perché ciò a cui si è voluto dare importanza, sottolinea Giovanni Bossi, non sano tanto i numeri, ma appunto la specializzazione dell’aiuto che verrà dato alle imprese.

diritto del credito

Gli operatori professionali del credito, sono chiamati a diventare protagonisti della “filiera” dei crediti deteriorati e grazie al loro intervento, l’intero sistema scopre e trae beneficio da nuove economie di scala, di tipo decisamente più industriale e performante.

Omniatel, che dal 2018 è stata acquisita dal gruppo NPL opportunities SA, una società specializzata nell’acquisto e gestione di portafogli non performing, guarda sempre con molto interesse ogni scenario del settore NPL, per poter cogliere le sfide come un’opportunità.