Che Differenze c’è tra il Recupero Credito Giudiziale e Stragiudiziale?

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Ancor prima di affrontare ed approfondire il tema del recupero credito giudiziale o stragiudiziale per le PMI occorre fare alcune premesse.

Come già affrontato in un altro articolo reperibile sul sito www.ominatel.it/comunicazione (Cosa sono gli NPL) i crediti da recuperare possono essere divisi in due categorie:

Crediti finanziari: sono generati dall’erogazione da parte di una banca o altro intermediario finanziario, in cambio di una remunerazione esplicita, rappresentata da interessi e/o commissioni. L’erogazione di mutui, prestiti e finanziamenti di ogni tipo sia alle imprese che ai consumatori fanno parte della categoria dei crediti finanziari.

Crediti Commerciali: sono crediti che trovano origine in un rapporto commerciale di fornitura di merce o servizi. Una dilazione di pagamento concessa dall’azienda venditrice (il fornitore) al proprio cliente è un credito commerciale.

Il recupero del credito può avvenire in via stragiudiziale o  giudiziale, in entrambi le tipologie del credito sopraccitato.

 

Recupero crediti stragiudiziale

Il Recupero Credito Stragiudiziale

E’ un’attività che si è diffusa abbastanza di recente, nasce e si sviluppa nel mondo anglosassone e arriva in Italia a partire dagli anni 70. Dalla metà degli anni ottanta in poi si assiste alla nascita di strutture di service specializzate e ben organizzate che tuttavia svolgevano attività di recupero crediti stragiudiziale molto marginalmente.

Oggi la situazione è molto cambiata in quanto si è capito che l’attività stragiudiziale permette risparmio in termini di tempo e costo inducendo banche e gruppi bancari, enti pubblici e imprese ad avvalersi sempre più di questo strumento che tutela l’immagine aziendale e salvaguarda il rapporto coi clienti.

L’azione di recupero crediti stragiudiziale, quindi è un insieme delle azioni che il creditore o le aziende del recupero credito mettono in atto, per recuperare una somma legittimante vantata.

I passi per il recupero crediti stragiudiziale, sono:

  • solleciti scritti e telefonici: si avvisa il debitore circa la sussistenza e l’ammontare del debito e sulla volontà di recuperarlo bonariamente tramite la suddetta società.
  • costituzione in mora tramite raccomandata con ricevuta di ritorno e intervento telefonico: si intima al debitore in via ufficiale il pagamento entro un termine ben preciso oltre il quale può essere avviata la fase stragiudiziale con addebito di tutti i maggiori oneri e spese sostenute inoltre quest’azione, permette di evitare la prescrizione del credito.
  • intervento dell’esattore al domicilio del debitore: presso il domicilio di quest’ultimo si crea un contatto con un agente preposto, si discute sul problema e su varie opzioni di risoluzione, si prospetta la possibilità di recuperare il credito con un piano di rientro in un’unica soluzione o a rate.
  • diffida legale tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
  • attività di rintraccio del domicilio del debitore: si effettuano sopralluoghi da parte della società incaricata;

 

Affidarsi ad un’azienda come Omniatel, specializzate e con esperienza decennale nel recupero credito stragiudiziale, permette di costituire vantaggi quali riduzione al minimo di azioni legali generalizzate costose e poco efficaci, usufruire di una rete capillare di professionisti del recupero distribuiti su tutto il territorio nazionale e la possibilità di visionare collegandosi ad internet, in tempo reale le informazioni ottenute.

 

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Il Recupero Credito Giudiziale

Se i tentativi di ottenere il recupero del credito in via stragiudiziale, non danno risultati prefissati, occorre procedere al recupero in via giudiziale (davanti all’autorità giudiziaria), per ottenere un titolo esecutivo, ossia un ordine del Giudice di pagamento, rivolto al debitore.

A seconda dei casi, il creditore può agire in diversi modi per far valere i suoi diritti. La procedura più seguita, consiste nel depositare un ricorso per decreto ingiuntivo, nello specifico il Giudice emette un ordine di pagamento (decreto ingiuntivo) in seguito ad un esame sommario del ricorso depositato dal creditore, senza necessità per il creditore di dimostrare l’esistenza del proprio credito in modo pieno (come invece dovrebbe fare in un normale giudizio) e senza contraddittorio con il debitore.

Una volta emesso il decreto ingiuntivo, tuttavia, il creditore non dispone generalmente ancora di un titolo esecutivo, infatti il debitore, al quale viene notificato il decreto, può proporre opposizione (cioè per contestare l’ordine del Giudice) entro 40 gg. dalla notifica.

Se il debitore propone opposizione si instaura una causa ordinaria per accertare l’esistenza del credito, nella quale il creditore dovrà dimostrare in modo pieno l’esistenza del proprio credito.

Al termine della causa se la sentenza darà ragione al creditore, respingendo l’opposizione del debitore, questi sarà condannato a pagare anche le ulteriori spese legali della causa di opposizione. Se invece la sentenza darà ragione al debitore, il decreto ingiuntivo verrà revocato ed il creditore verrà condannato a pagare al debitore le spese legali della causa di opposizione.